SEDE DI VERONA
Istituzione ed attività dell'Associazione:
Il Gruppo Triveneto, tra gli Istituti autonomi per le case popolari nasce attorno agli anni
cinquanta (precisamente il 21 Aprile 1949) nella sede dell'Istituto di Venezia e con l'intervento di
undici presidenti di altrettanti enti.
Il Gruppo nasce dall'esigenza di dare voce "comune" a questi istituti ed ai seguenti obiettivi,
che vengono fissati anche per statuto:
- curare l'assistenza dei soci nel disimpegno delle loro attività promuovendo quanto possa
essere utile per i loro scopi istituzionali
- coordinare le iniziative dei soci, atte a favorire lo sviluppo dell'edilizia popolare
- studiare i problemi di carattere giuridico-amministrativi, tecnici, sociali, economici e
creditizi. Promuovere ogni azione nei confronti delle autorità governative e regionali onde ottenere
adeguati provvedimenti.
La costituzione del gruppo mirava a sollecitare la creazione di una Associazione nazionale degli Istituti, con il fine di raccordare tutti gli enti rappresentati con le autorità governative.
Infatti, successivamente, e proprio a Venezia, il 16/01/1950 si è costituita l'ANIACAP, dando
origine a quell'associazione che opera tuttora su tutto il territorio nazionale.
Il gruppo triveneto, sia per gli scopi iniziali tecnici ed amministrativi che culturali, ha,
senz'altro, contribuito a sconfiggere il vecchio concetto di "case popolari" ed ha sempre
sostenuto l'idea che il "bene casa" è un diritto cui la società deve
provvedere utilizzando il migliore prodotto possibile, compatibilmente con le risorse disponibili:
questo non solo a livello di "singolo edificio", ma in un rapporto di relazione con il
contesto urbano esistente.
Per tale motivo sono state utili ed interessanti le esperienze accumulate nell'esame e nel confronto
di soluzioni tecniche effettuate presso altre Comunità, quali Germania, Francia, Spagna,
Irlanda, Svezia, Norvegia.
Altro passo significativo del gruppo triveneto sono stati i Convegni voluti per approfondire le
tematiche comuni e analizzare leggi importanti come quelle sugli "appalti".
Il gruppo triveneto ha, addirittura, anticipato quella che poi è stata la "riforma"
vera e propria degli istituti (almeno per quelli della Regione Veneto). Sempre riguardo ai Convegni,
va sottolineato quello tenutosi nel 1989, in occasione del 40° anniversario di fondazione del
Gruppo.
Tema: "La casa mondo per una sociologia dell'abitare", dove il Gruppo ha lanciato
nuovi messaggi di indirizzo nella costruzione o, meglio, in relazione al recupero di centri storici
ed alla rideterminazione umanistica dell'edilizia pubblica.
Certamente a questa istituzione non si può certo togliere l'importante "valenza"
culturale che negli anni ha assunto e che, forse, proprio adesso, in questa fase di trasformazione
degli Enti sarebbe il caso di "ravvivare" e potenziare con nuovi intenti e con nuovi fini.
Nel 1996 il Gruppo ha promosso, in occasione del 75° di fondazione dell'Istituto Autonomo Case
Popolari di Udine, il Convegno: "L'Edilizia Residenziale Pubblica verso il Duemila".
Nuove attese, nuove risposte, con il quale si è iniziato un percorso a livello di
ricerca sia nell'urbanistica che nella "residenza sociale".
Successivamente, e precisamente il 5 Marzo 1999, si è tenuto a Trento, organizzato
dall'Istituto Trentino per l'Edilizia Abitativa e promosso dal Gruppo NordEst, un Convegno sul
tema: "Anziani-abitare come", nel quale sono stati affrontati i problemi
dell'utenza debole, le nuove proposte e le nuove risposte ad un'utenza destinata, nel prossimo
futuro, ad aumentare con esigenze diverse e diverse aspettative.
Con tale percorso il Gruppo si presenta oggi, nel terzo millennio, forse con uguali scopi e
motivazioni, ma sicuramente con una volontà maggiore e diversa che in passato di assecondare
il "sociale" nelle nuove manifestazioni: da un concetto "quantitativo" di
più case, ad una sintesi "qualitativa" del costruire meglio e secondo esigenze ben
precise, vuoi gli anziani, le giovani coppie, le problematiche di una nuova società
multietnica e multirazziale.
Dare queste risposte rappresenta sicuramente un progetto ambizioso ma, più ancora, un impegno
per affrontare e dare nuove indicazioni nel campo legislativo alle Regioni, cui la legge nazionale
ha molto demandato e nel settore operativo, creando sinergie tra gli Enti, tra le diverse forze -
Comuni, Province, Regioni, Enti Pubblici - chiamate a trasformare e realizzare il passaggio da una
qualità occasionale, cioè di sperimentazione ad una qualità sistematica di
completa attuazione. |
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